Fondo Europeo per l’Agricoltura e lo sviluppo Rurale – FEASR

La politica di sviluppo rurale 2014-2020 si propone di dare continuità al quadro strategico
già consolidato nel periodo di programmazione 2007-2013, confermando gli impegni nei
confronti della competitività dell’agricoltura, della gestione sostenibile delle risorse naturali,
delle azioni di lotta al cambiamento climatico e dello sviluppo equilibrato delle zone rurali.
In linea con le sfide di “Crescita intelligente”, “Crescita sostenibile” e “Crescita inclusiva”
contenute nella Strategia Europa 2020 che impongono il raggiungimento di mete
ambiziose in materia di lotta al cambiamento climatico, di sostenibilità energetica e di
conservazione della biodiversità, gli obiettivi generali dello Sviluppo rurale per il periodo
2014-2020 si traducono più concretamente in sei specifiche priorità comunitarie:

  • accrescere la competitività di tutti i tipi di agricoltura e migliorare la viabilità agricola;
  • favorire il trasferimento delle conoscenze in agricoltura e silvicoltura;
  • promuovere l’organizzazione della catena alimentare e della gestione dei rischi in
    agricoltura;
  • conservare e valorizzare gli ecosistemi che dipendono dall’agricoltura e silvicoltura;
  • promuovere l’efficienza delle risorse e la transizione verso un’economia a basse
    emissioni nel settore agroalimentare e forestale;
  • realizzare il potenziale occupazionale e lo sviluppo delle aree rurali.

Il nuovo quadro finanziario pluriennale della PAC conserva la precedente struttura a due
pilastri, con una dotazione finanziaria che rimane pressoché invariata per ciascun pilastro
rispetto ai livelli del 2007-2013:

  • I pilastro: pagamenti diretti e spese legate ai mercati: 312,74 miliardi di Euro
  • II pilastro: sviluppo rurale 95,58 miliardi di Euro.

Una prima novità è rappresentata dal fatto che il secondo pilastro della PAC è fermamente
orientato al raggiungimento delle sei priorità strategiche e non più strutturato secondo
l’approccio per assi che ha caratterizzato il periodo di programmazione precedente. Questa
impostazione consente di realizzare interventi di sviluppo rurale a più alto valore aggiunto
attingendo da più misure, anche appartenenti ad “assi” diversi.
Altra novità importante è rappresentata dal fatto che il secondo pilastro è costruito e
delineato in modo complementare e sinergico al primo e, soprattutto, in modo coordinato
rispetto ad altri Fondi dell’Unione. Per il periodo 2014-2020, infatti, il Fondo europeo di
sviluppo regionale (FESR), il Fondo sociale europeo (FSE) e il Fondo europeo per gli affari
marittimi e la pesca (FEAMP) vengono inseriti insieme al FEASR all’interno di un Quadro
strategico comune (QSC) che viene definito a livello comunitario e che viene recepito a
livello di singolo Stato membro per essere poi attuato a livello regionale e locale.
L’obiettivo di questo coordinamento è quello di accrescere l’efficacia e l’efficienza delle
politiche, favorendo sinergie fra gli strumenti e ottimizzando l’impiego delle risorse
disponibili nella direzione di obiettivi comunitari ben definiti.

Lo Sviluppo rurale viene quindi inserito nel QSC insieme agli altri fondi dell’UE, nell’ambito
di un approccio maggiormente orientato ai risultati e subordinato al rispetto di condizioni
stabilite ex ante. L’esistenza di norme comuni per tutti i fondi che operano all’interno del
QSC è volta ad agevolare la gestione dei progetti, sia per i beneficiari che per le autorità di
gestione, ma è mirata anche a favorire la realizzazione di azioni integrate e plurifondo a
più alto valore aggiunto. Questa appare una novità di assoluto rilievo che offrirà al settore
agroalimentare e forestale strumenti e risorse importanti per affrontare sfide cruciali quali
la competitività, la lotta al cambiamento climatico, la sostenibilità ambientale, la
transizione verso un’economia sempre più verde.

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